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Arcibaldo de Baldi
Anche se sostengono che i soldi non facciano la felicità, non ha molti nemici. I suoi rari detrattori lo odiano per l'aureo magnetismo che esercita… o per pura e semplice invidia. Va da sé che il Clero lo mal tolleri "per concorrenza", dice lui. Fra tutti i pretacci, sembra avere particolare antipatia per fra' Michele delle Chiuse, "quel demonio d’un tombarolo!". Pare che il religioso sia riuscito a darle di santa ragione all'arrogante Arcibaldo, in ben due occasioni. E lui che credeva d'aver ficcato un obolo in bocca a tutti i presenti! "Maledetti ingordi!", lo si sente ancora sbraitare. Il grigio forestiero, tuttavia, ha ripagato lo scotto assoldando l'intera Compagnia di Ventura, colla quale il frate s'accompagna: un grande dispetto ad un piccolo prezzo. E' pacifico che disprezzi tutti, dal Capitano alla sguattera, ma possono essergli utili. Con i "suoi" uomini è stato laconico, ha detto solo che gli sarebbero serviti per riappropriarsi di ciò che gli spetta. Dopo tante commissioni, nessuno ha ancora capito in che cosa sia consistito il mal tolto da recuperare: forse quel castello preso, forse quella dama rapita, forse quella merce deviata… Si muove colla Compagnia per divertimento, anche quando non lavorano per lui. Ha trovato gente così arguta da capire che non si tira il collo ad una gallina dalle uova d'oro… "o così stupida da non arrivarci nemmeno!".
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