Ordine delle Lame Scaligere
Sala d'Arme di Scherma Storica Medievale


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Bartolomeo Barboscudato

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1299: Bartolomeo della Scala, Capitano al servizio del padre e Signore di Verona Alberto, occupa la città di Mantova per scongiurare una possibile alleanza con i guelfi d'Este.
In questi giorni vede la luce il terzogenito dei Barboscudato, benestante famiglia di artigiani della bassa veronese. E Bartolomeo viene battezzato, per onorare l'impresa del valoroso condottiero scaligero nelle vicine terre.

Giovane tranquillo e solitario, Bartolomeo ha il raro privilegio di ricevere un'istruzione completa, e seppur orgoglioso delle proprie origini, passa le giornate sognando battaglie ed epiche imprese. Le luccicanti spade delle compagnie di cavalieri che sovente passano tra le risaie delle sue terre hanno un fascino irresistibile. Perciò, sebbene contro la volontà dei genitori, presto sceglie di avventurarsi nella grande Verona per arruolarsi ed imparare l'arte della spada.

Nonostante l'entusiasmo, Bartolomeo non trova terreno fertile. Entrare nell'esercito è tutt'altro che semplice e per campare il giovanotto è costretto ad applicarsi nei campi che meglio conosce. Si arrabatta quindi come contabile, scrivano, notaio e occasionalmente anche come artista, e proprio queste sue capacità e una fortunata amicizia lo portano ad un impiego alla corte dei Signori Della Scala.
Qui si prodiga nella cura dei rapporti con il popolo, scrive editti e proclami in nome dei Signori e mantiene i delicati equilibri con gli esigenti sudditi, guadagnandosi il rispetto e la fiducia di tutta la corte. Per i suoi preziosi servigi ottiene l'investitura di Barone.
Dopo qualche anno, oramai rassegnato a dover impugnare per sempre una penna anziché una spada, Bartolomeo si ritrova inaspettatamente davanti l'occasione della vita.

C'è infatti una nuova compagnia in città: un manipolo di cavalieri mercenari che promette assoluta fedeltà ai Della Scala. Si sa comunque che la fiducia, specialmente in tempi in cui tradimenti e doppi giochi sono il pane quotidiano, va guadagnata.
Bartolomeo propone dunque astutamente al suo Signore di venire "inserito" nella compagnia. Ufficialmente in qualità di cronista e vassallo di collegamento. Ufficiosamente col preciso ordine di tenere occhi e orecchie bene aperti, per poi riferire ai Capitani della Scala.
Sceglie così ironicamente come propria araldica il cigno, animale ingannevole che sotto le candide piume nasconde carni completamente nere, e ordina la forgiatura di una lama che ne ricordi le sembianze.

Se da un lato il giovane vede realizzarsi il sogno di impugnare una spada in battaglia, in realtà non si rende realmente conto di quello cui va incontro entrando nell'Ordine delle Lame Scaligere...





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