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Bernardo di Roccaburina
Fu costretto a fuggire dal suo paese natale quando ancora era in fasce, a causa di una lite del padre con il commensale presso cui lavorava la sua famiglia. Arrivò poi con il genitore nei pressi di Verona dai parenti di sua madre, morta di parto, i quali in seguito lo accudirono quando il padre fu arrestato per furto e fu costretto ad arruolarsi nelle milizie di Alboino, al tempo capitano della città di Verona. La zia Angelica lo accudì assieme al proprio figlio, Patrizio, e lo crebbe come un secondo figlio; così Bernardo riuscì a diventare un giovane grande e forte, tanto che ancor in giovane età, con gran tristezza di sua zia (che lui ormai considerava come una mamma), se ne andò di casa per raggiungere la città e cercare di guadagnare soldi per aiutare la famiglia. Arrivato alla corte degli Scaligeri, iniziò a racimolare qualcosa facendo il cantastorie e giocoliere per le vie di Verona. Un giorno però fu raggiunto dal fratello Patrizio che gli portava una brutta notizia: il padre di Bernardo era morto durante una rissa da strada.
Tornato a Verona cercò qualcuno che gli potesse insegnare a tirare di spada e così che conobbe un vecchio soldato, il sedicente “Duca Conte” Gustavo Barambani, che spacciandosi per magistro gli insegnò tutto ciò che sapeva fare, non un gran che a dire il vero, ma a Bernardo bastava. Dopo un paio di anni passati con questo fantomatico magistro, Bernardo decise di congedarsi da lui per arruolarsi nelle milizie dell’ormai nuovo signore di Verona: Cangrande della Scala. I suoi superiori ritenevano però che egli andasse meglio come giocoliere e cantastorie per rallagrare le lro serate che come soldato, e fu così che per vie traverse, approdò nell'Ordine delle Lame Scaligere.
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