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Carlo Ruspio

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Carlo Ruspio, detto "Ruspego" è un fante di origine arilicense.

Ruspio è figlio di un soldato di ventura, Giulio da Ponti, che servì Ezzelino da Romano durante le frequenti guerre contro Padova e ormai vecchio ed acciaccato si stabilì con la sua donna e i suoi numerosi figli a Peschiera in riva al lago detto Benaco.

L’infanzia di Ruspio dura molto poco, il ragazzino preferisce una vita avventurosa e movimentata e quindi lascia il lavoro nei campi e ancor giovanissimo si arruola come semplice fante al servizio dell’altrettanto giovanissimo Cangrande della Scala, Capitano del Popolo e Signore di Verona.

Sono tempi duri, le guerre con le città vicine sono continue e furibonde e solo i soldati più forti e violenti riescono a sopravvivere.

Per uno come Carlo, un uomo prepotente, manesco e rissoso - di qui l’appellativo "Ruspego"- è una situazione ideale per far strada nel mondo militare.

Soldato estremamente valoroso, Ruspio è un ottimo fante guastatore e comanda un piccolo drappello di fanteria leggera, ma è anche molto aggressivo e senza scrupoli, infatti arraffa tutto quel che può e si lascia spesso andare a saccheggi e scorrerie, quando il suo signore glielo permette.

Alla morte di Cangrande I della Scala, Ruspio passa al servizio di Mastino II, ma durante la campagna dello scaligero contro Brescia viene fatto prigioniero dai nemici guelfi.

Sfuggito miracolosamente alla forca ritorna nel veronese dove incontra i mercenari dell'Ordine delle Lame Scaligere accampati nei boschi presso Vigasio e decide di rimanere al servizio di Guglielmo de Murassi.





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