Ordine delle Lame Scaligere
Sala d'Arme di Scherma Storica Medievale


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Fosco di Terrabruma

Documento senza titolo Fosco 1

Che si parli del messer Fosco in termini nobiliari è quantomeno azzardato… nonostante si proclami barone dopo l’ottavo boccale…

Che venga da una famiglia che si è arrichita è quantomeno probabile… non vi è altra spiegazione del perché uno zotico simile abbia potuto permettersi vestiti, una spada e un mantello di buona lana…

Che sia stato istruito nell' uso delle armi.. madonne e messeri, beh questa è una certezza..

Si dileggia nel farsi chiamare Messer Fosco da Terrabruma… del suo vero cognome non si sa poi molto..certo è presumibile che Terrabruma sia un riferimento alla campagna del veronese verso Caldiero… zona famosa per le brume e le nebbie..

Il padre, mercante, era in buoni rapporti con i Signori della Scala e sognava per il rampollo un futuro da cavaliere. Lo fece addestrare da alcuni maestri d’arme durante la sua giovinezza. Il porco scapestrato trovava assai diletto dall' uso di molteplici armi e assai poco si interessava di altre arti che non fossero la cucina e la seduzione di ingenue fanciulle.

La compagnia che preferiva era quella di un veterano di varie guerre, suo maestro d’arme, con il quale stava ore a parlare di battaglie, di campi d’arme e di assedi.

Fosco 2La sua giovinezza passava tra una birbonata e un colpo di spada, tra girovagare nei boschi e zuffe nelle osterie, ma le cose belle è risaputo debbono finire. Nell’ idillio di una vita libera si insinuò la politica, a guisa di oscura serpe... una notte le truppe papali, capeggiate dai padovani in una delle numerose scorrerie, si avventò sulla campagna veronese, mettendo a ferro e fuoco i villaggi e i paesotti che incontravano sulla loro strada. Dall'alto delle colline la nostra canaglia vide alzarsi alte le fiamme e temendo per la vita dei suoi cari si precipitò come un fulmine verso le proprietà del padre.

Arrivato sul luogo del misfatto incontrò solo case in fiamme e sangue sparso in ogni dove. Appreso della morte del padre e dei familiari la furia si impossessò della sua ragione, bestemmiando maledisse i padovani, i guelfi e persino la Sacra Croce di Nostro Signore che campeggiava sui vessilli di tutti coloro che uccidevano per volere del Papa di Roma.

Chi lo vide quel giorno giura e spergiura di aver visto la sua figura brillare come le fiamme e di averlo visto gettarsi nelle fiamme e uscirne con la spada e un sacchetto con denari e pietre preziose.

Rimontato a cavallo si diresse alla volta di Verona deciso ad arruolarsi nelle milizie imperiali per vendicarsi in battaglia degli assassini della famiglia, il fatto però volle che lungo la via si imbattesse in un contingente armato che si muoveva alla volta del confine padovano, era il famigerato “Ordine delle Lame Scaligere”. Non appena i mercenari scaligeri videro quella figura scarmigliata, fumigante e dallo sguardo folle, gli furono addosso e lo trassero in arresto, a poco valeva il saper combattere con la spada contro 15 picche, ma il suo valore non passo inosservato al Capitano dello squadrone che lo volle interrogare immediatamente.

Da allora pare non si sia più staccato dalle fila delle "Lame” se non per brevi incursioni in osterie e magazzini di vettovaglie, tanto da divenire col tempo il Serragente dell’Ordine.





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Andrea Perazzani 2009