Ordine delle Lame Scaligere
Sala d'Arme di Scherma Storica Medievale


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Learco

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Il mio nome è Learco, ho vissuto parte della mia infanzia nel villaggio sotto il castello di Beseno.

Mio padre era un cavaliere di grande fama al servizio dei Castelbarco, non so null’altro della mia famiglia dato che la persi tutta all’età di 6 anni. I Castelbarco erano la famiglia proprietaria del castello alla quale era stato dato l’incarico di proteggere la Vallagarina, ossia la valle sottostante la collina su cui sorge l’imponente fortezza.

Ora, da quanto narratomi dal mio padre ‘adottivo’ di nome Narsete denominato il Giusto per il modo in cui tratta i suoi nemici, i Castelbarco erano in guerra contro gli Scaligeri di Verona, i quali volevano impadronirsi del castello per avere il controllo di un’altra buona parte dell’Adige. Fu così che infatti i veronesi attaccarono il castello, ma dovettero ritirarsi, mosso dalla rabbia per la sconfitta subìta il Capitano veronese decise di bruciare e depredare il villaggio dove vivevo io.

Mio padre non volle mai raccontarmi cosa successe alla mia vera famiglia, mi disse solamente che il mio vero padre morì in battaglia. L’unica cosa che so è che un soldato veronese, mosso da pietà verso un bambino, mi prese con sé. Mi nascose nel bosco per non essere trovato ed ucciso dalla truppa e mi diede del cibo per sopravvivere un paio di giorni in attesa del suo ritorno.

E così fece, mi portò con lui a Verona e da allora feci parte della sua famiglia, nessuno, al di fuori di loro, sapeva chi fossi veramente. Fui cresciuto da sempre come un soldato, abituato a brandire armi, ad obbedire agli ordini del padre senza porre obiezioni, a combattere.

A 14 anni, un giorno come tanti, andavo al mercato, quando vidi passare un’alquanto allegra compagnia d’armigeri, ne fui subito affascinato, cantavano Tempus Est Iocundum, come simbolo portavano la scala dei Della Scala, ma non avevano l’aria di una truppa d’ordinanza a causa delle loro vesti che non erano quelle di un qualsiasi soldato veronese. Si fermarono in una taverna e io decisi di seguirli. Capii che erano mercenari al soldo degli Scaligeri, e mi invitarono ad unirsi a loro, mi raccontarono le loro vicissitudini e le loro avventure, mi stupirono a tal punto che decisi che la mia vita l’avrei passata assieme a questa compagnia di ventura che appresi si chiamava Ordine delle Lame Scaligere.

Il Capitano delle Lame decise di arruolarmi quando seppe che ero destinato a diventare un soldato degli Scaligeri e che ero già più o meno addestrato nell’arte della spada, un combattente in più poteva essere utile. Mio padre, quando apprese la mia decisione non mi obbligò a restare, anzi, mi diede la sua spada, lui ormai era vecchio e non poteva più permettersi di combattere. Ora sono Learco, mercenario della Ordine delle Lame Scaligere.





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Andrea Perazzani 2009