|
Fra’ Michele dalle Chiuse
Si trovava a San Giovanni d'Acri, in Terra Santa, nella stessa compagnia di Romualdo de Bon Colle, quando il Sultano mammalucco la riconquistò per la sua fede. Per miracolo ebbe salva la vita, ma il suo Dio volle provarlo, fornendogli come unico mezzo di trasporto il cavallo di San Francesco: i piedi. Il suo pellegrinaggio retrogrado durò tre anni, durante i quali Michele smarrì l'orientamento geografico e spirituale. Fu diacono gerosolimitano, maestro damasceno, prete efesino, pope costantinopolitano, monaco montenegrino… sempre vendendo i paramenti d'una confessione per acquistare quelli d'un'altra. Imparò pure il maneggio delle armi in asta e dei coltelli dai viaggiatori turchi e slavi. Come un animale migratore ritorna per istinto sui propri passi, così Michele si ritrovò ai piedi del convento inavvertitamente. In vero, ai suoi monaci non dispiacque punto di ritrovarlo così pratico delle cose del mondo e, ritenendo profittevole la dimestichezza ch'aveva preso con l'apostolato, gli affidarono un carico di reliquie, affinché l'esponesse ai villani. Sentendosi investito d'una santissima missione, predica sui sagrati delle chiese; nei suoi panegirici, i villaggi della Terra Santa confinano con le contrade italiche ed i sant'uomini del Libro dibattono con personaggi boccacceschi.
© 2011 Ordine delle Lame Scaligere Tutto il materiale presente in questo sito è proprietà dell'Ordine delle Lame Scaligere Presidente: Fabio Scolari - Sede: via G. Pascoli, 10 - 37026 Pescantina (VR) - Tel. 338.41.82.885
|