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Il Pistacchio: frutto del vulcano

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Il Pistacchio è una pianta originaria del bacino Mediterraneo (Persia, Turchia).

La parola “pistacchio” compare nell’Antico Testamento a proposito dell’episodio di Giacobbe: “Ecco ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e comprate per noi … Portate in dono a quell’uomo i prodotti scelti del paese: balsamo, miele, resine, laudano, mandorle e pistacchi”.

Nel III sec. a.C., il pistacchio era noto ai Greci come afrodisiaco, per i suoi principi curativi e come antidoto contro il veleno degli animali. Plinio il vecchio (I sec. d.C.) ci parla dell’introduzione in Spagna e Italia della pianta; la coltivazione si diffuse in Liguria, Puglia, Campania e Sicilia, ma non trovando le condizioni climatiche favorevoli ben presto la pianta inselvatichì. Furono gli Arabi, attorno al 900, ad incrementare in Sicilia la coltivazione del pistacchio che, particolarmente alle pendici dell'Etna, trovò l’habitat naturale per uno sviluppo rigoglioso.Nel territorio di Bronte si realizzò uno straordinario connubio tra la pianta ed il terreno lavico concimato dalle ceneri vulcaniche.

Di un bel colore verde smeraldo, i pistacchi siciliani hanno un gusto e un aroma eccezionali e sono molto ricercati ed usati in pasticceria e gastronomia.





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