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La Signoria Scaligera: le basi e la creazione della stabilità, le conquiste di CangrandeLa dinastia scaligera ricopre dall’anno 1262 all anno 1387, si sviluppa interamente a Verona e in buona parte del Veneto; tra tutti i signori scaligeri Cangrande della Scala fù l'unico che portò un considerevole ampliamento territoriale ed economico alla marca scaligera. Perchè? Dipendeva forse solo dalle sue capacità? Dipendeva da una situazione politica? Da una situazione economica? La risposta sembrerebbe essere sì a tutte le domande. Per capire le fortune di Cangrande è doveroso analizzare la situazione storica della signoria. Ezzelino da Romano era podestà della città di Verona negli anni dal 1236 al 1259, ed era a capo della lega ghibellina (imperialista) del nord dell’Italia. Nel 1236 l'imperatore Federico II scende a Verona con truppe tedesche e formalizza la posizione d’Ezzelino a Verona come tiranno incontrastato eliminando fisicamente gli avversari politici. Nello stesso anno conquistano assieme Vicenza Padova e Treviso, che sebbene siano formalmente in mano imperiale, sono sotto la giurisdizione veronese. Ezzelino quindi viene nominato capitano imperiale poi vicario generale. Nel 1250 Federico II muore, formalmente il mandato vicariale di Ezzelino decade, il quale non fa atto di sottomissione al nuovo imperatore, rendendo la marca veronese formalmente indipendente. In questi anni Ezzelino opprime la città e la marca e arricchisce più che altro le sue casse. Durante la tirannia d’Ezzelino a Verona avvengono determinati fatti politici di una certa rilevanza ai fini della creazione del comune:
Ezzelino, negli ultimi anni sanguinari viene definito dal papato come anticristo, viene catturato nel 1259 a Cassano D'Adda durante una battaglia e muore a Cremona nel 1260. La marca veronese cade nella confusione e nelle lotte intestine per la supremazia. Il primo della dinastia scaligera ad avere un ruolo politico, sebbene non fosse ancora signore di Verona, fu Mastino, salì al potere come podestà nel 1262 e si dedicò alla riunificazione politica e territoriale di Verona. Nel 1267 l'imperatore Corradino di Svevia è accolto a Verona, gli sono dati i mezzi per raccogliere milizie, e grazie al suo intervento mastino della scala riesce ad eliminare le fazioni guelfe dal suolo veronese. Immediatamente parte la scomunica da parte del papato e tutte le città guelfe si schierano contro Verona. Mastino parte con l'esercito imperiale alla volta di Pavia nel 1268. La guerra contro le città guelfe è superata con l'aiuto di Mantova. La scomunica è tolta nel 1277 grazia ad un atto di fede di Mastino, il quale cattura e imprigiona 166 eretici a Sirmione, consegnandoli al santo uffizio. Risolti i problemi di politica "estera" Mastino si concentra alla politica interna, rivede gli editti di Ezzelino e ri-regolarizza le milizie veronese e le regole mercantili. Nel 1277 quindi la città di Verona risulta essere sicura, unita, economicamente forte, in pace con il papato e legata a filo doppio con la potenza imperiale, ma, alcuni avversari politici, invidiosi della neo nata potenza scaligera cercano di eliminare fisicamente la dinastia e di prendere il potere assassinando Mastino. L'omicidio riesce, ma non dà i risultati sperati, anzi accelera il passaggio da comune a signoria. Saputo dell’omicidio del fratello Alberto rientra prontamente da Mantova con truppe mantovane, la popolazione, strettasi attorno alla famiglia scaligera, lo acclama Capitano del popolo, la domus mercatorum e le due assemblee gli danno pieni poteri militari e giuridici, nonché il potere di modificare e di interpretare gli editti e gli statuti. Alberto quindi accentra su di se tutto il potere modificando le assegnazioni dei poteri ai vari organi, per cui, se formalmente i vecchi statuti sono stati rispettati, la figura del capitano del popolo risulta sovrana rispetto ad ogni altra istituzione. Alberto cerca e ottiene la leale amicizia di Mantova e Milano. L’unico grave pericolo durante la sua dominazione fu la lega guelfa, che giunse a devastare il territorio veneto fino alle porte di San Martino, la pace fu raggiunta cedendo Cologna e rendendosi amico lo stesso Pontefice che impose alle fazioni guelfe di cessare le ostilità. Alberto muore nel 1301. Ad Alberto succede suo fratello Bartolomeo (1301-1304), eletto ancora una volta dal consenso popolare,il quale immediatamente si impadronisce di Arco. Propio in quegli anni Dante arriva a Verona. Alla morte di Bartolomeo succede il fratello Alboino (1304-1311) come capitano della città e podestà perpetuo della domus mercatorum, cariche che racchiudevano, di fatto, i poteri civili e militari, Cangrande è associato al governo come di norma in quei tempi. Alboino conduce guerriglie contro Este, Vicenza, Parma e Brescia, nessuna conquista reale viene apportata ai domini veronesi ma viene assicurata una superiorità politica sulle altre fazioni. In questi anni scende in Italia l’imperatore Enrico VII per riappacificare le fazioni e conferisce ad Alboino e a Cangrande il titolo di vicari imperiali. Alla morte di Alboino (1311) Cangrande diventa unico vicario e signore della città. Diventa grazie all’ influenza imperiale generale della lega ghibellina, la politica economica ha un forte slancio anche perchè viene regolata da severe prescrizioni. La vita a Verona è austera, è concesso poco spazio a divertimenti da signoria decadente, ma tutto il popolo viene impiegato per costruire fortificazioni e opere di difesa in tutto il territorio scaligero. Grazie ad una politica di rimpinguamento delle casse signorili, vi è la possibilità di conquistare Vicenza, Feltre, Belluno, Mantova, Padova, Treviso. E' in questi anni che viene dato impulso all’ istruzione, invitando da tutta Italia docenti e dottori per lezioni e dibattiti pubblici, vengono trette alleanze economiche e militari con le maggior potenze italiane, l'industria laniera ha il suo massimo periodo di splendore. Tutte le città conquistate durante il suo dominio non sono vessate, ma al contrario Cangrande ritiene di dover unire e riappianare tutte le liti e le fazioni, rendendo così il territorio il più unito possibile. Muore nell’anno 1329 Alla morte di Cangrande gli successero i figli d’Alboino, Alberto II e Mastino II, tra i due in realtà era Mastino a reggere il potere. Sullo stimolo dell’espansione di Cangrande sono conquistate Brescia, Parma e Lucca, vengono occupate Massa e Pontremoli. Purtroppo la fine è vicina, l'economia e la politica estera iniziano irrimediabilmente a corrompersi, tanto che una lega di varie città, tra cui vecchie alleate, riescono a distruggere i domini scaligeri. Venezia, Firenze, Milano, Mantova ed Este nel 1377 riescono in battaglia a catturare sotto le mura Veronesi Alberto II. Per liberarlo Mastino II cede tutta la marca scaligera restando con Vicenza, Parma e Lucca. Poco dopo la fine delle ostilità Parma viene conquistata da un capitano di ventura, Azione da Correggio e Lucca viene venduta ai fiorentini. La politica estera è sempre più compromessa, il commercio è poco fiorente e allo sbando, visto che viene a mancare il controllo ferreo che esercitava Cangrande, la devastazione culmina con la peste dell’anno 1348. Qui potrebbe dirsi finita la storia scaligera, in realtà continua tra fratricidi e sommosse popolari, vari attacchi al potere sia da fuori che da dentro la città, sono anni di sangue e di repressione. Ricordiamo solamente con una carrellata i signori dell’epoca Cangrande II 1351/1359, Cansignorio 1359/1375 ricordato come il fratricida di cangrande II e Paolo Alboino, Bartolomeo II 1375/1381 e Antonio 1381/1387, gli ultimi due fratelli,i quali condussero Verona nel l ultima sanguinosa guerra che vide la capitolazione a favore dei Visconti il 20 ottobre 1387. Era la fine della tirannia scaligera, ma anche la fine dell’indipendenza.
9 marzo 1291 Canfrancesco nasce a Verona, figlio terzogenito di Alberto I della Scala e Verde da Salizzole 1298 viene appellato per la prima volta «Canis magnus» nel testamento di Bonincontro, vescovo di Verona. primavera 1307 Col fratello maggiore Alboino comanda l’esercito veronese nella campagna militare contro gli Estensi (ad Ostiglia). 19 giugno 1308 col fratello Alboino, al comando dell’esercito veronese e mantovano, sconfigge i guelfi bresciani (a Brescia) 1309 invia un contingente militare in sostegno dei ghibellini di Piacenza 14-15 aprile 1311 partecipa alla conquista di Vicenza, sino ad allora governata dal comune di Padova, da parte del contingente militare imperiale. maggio-ottobre 1311 partecipa all’assedio di Brescia (da parte dell’esercito d’Enrico VII). ottobre 1311 accompagna Enrico VII a Genova dicembre 1311 interviene a Brescia a sostegno dei ghibellini bresciani. 11 febbraio 1312 assume il vicariato imperiale di Vicenza 1312 inizia le campagne militari contro Padova, ribelle all’imperatore. aprile-giugno 1312 conduce con alterne vicende la guerra contro Padova nel territorio vicentino (Longare, Lonigo). 1312-1313 prosegue la guerra contro Padova e invia contingenti militari a sostegno dell’imperatore e dei ghibellini in Lunigiana e a Modena. novembre 1313 dopo la morte dell’imperatore Enrico VII (24 agosto 1313) conduce nuove campagne militari contro Padova febbraio 1314 tenta la conquista di Treviso aprile-luglio 1314 svolge una nuova campagna militare contro Padova 16-17 settembre 1314 partecipa alla battaglia di borgo San Pietro presso Vicenza contro i padovani (con decisivo intervento personale). novembre 1314 stipula un trattato di pace con Padova agosto 1315 partecipa personalmente alla campagna militare in Toscana in aiuto dei ghibellini toscani (battaglia di Montecatini). 1315-17 insieme con Passerino Bonacolsi signore di Mantova attacca il territorio di Cremona e di Parma. 16 marzo 1317 presta giuramento di fedeltà a Federico d’Asburgo re dei Romani ed è da lui nominato vicario imperiale di Verona e Vicenza. primavera 1317 attacca Brescia e il territorio bresciano a sostegno dei ghibellini bresciani. 22 maggio 1317 sventa un tentativo del comune di Padova e dei guelfi vicentini e veronesi di riconquistare Vicenza (battaglia di Vicenza). estate 1317 combatte a Cremona e Parma a sostegno dei ghibellini. autunno 1317 riprende le ostilità con Padova dicembre 1317 conquista Monselice, Este, Montagnana gennaio-febbraio 1318 conquista Piove di Sacco e combatte sotto le mura di Padova; stipula la pace con Padova. marzo 1318 sconfigge i guelfi bresciani e favorisce la conquista ghibellina di Cremona. estate 1318 partecipa alle campagne militari in Emilia (Modena). ottobre-dicembre 1318 con Uguccione della Faggiola attacca Treviso e conquista parte del Pedemonte trevigiano. aprile 1319 con Passerino Bonacolsi attacca Reggio Emilia. primavera-estate 1319 conduce la terza guerra contro Padova e la seconda guerra contro Treviso (che si assoggetta a Enrico II di Gorizia) 5 gennaio 1320 armistizio con Federico il Bello e con Padova. marzo 1320 conduce una nuova campagna militare contro Treviso. 25 agosto1320 attacca nuovamente Padova; è sconfitto a Bassanello (Padova) ed è ferito ad una coscia in battaglia. 11 febbraio 1321 conquista Feltre 23 ottobre 1321 conquista Belluno 28 ottobre 1321 conquista Serravalle (Vittorio Veneto) 3 settembre 1322 con Passerino Bonacolsi signore di Mantova attacca Reggio Emilia. autunno 1324 riprende le ostilità contro Padova e Treviso. febbraio 1325 attacca il territorio padovano giugno 1325 stipula un armistizio con Padova giugno 1325 combatte a Modena e Piacenza con Passerino Bonacolsi. luglio 1325 sventa un attacco contro Vicenza, si ammala, reprime la congiura ordita da Federico della Scala. settembre 1325 partecipa alla spedizione militare ghibellina contro Bologna. gennaio-marzo 1327 partecipa al convegno ghibellino di Trento e chiede il vicariato di Padova. agosto 1328 appoggia il colpo di stato dei Gonzaga a Mantova. 10 settembre 1328 entra in Padova insieme con Marsilio da Carrara e ne assume il controllo febbraio 1329 tenta la conquista di Mantova 24 marzo 1329 attacca il territorio bresciano 2 luglio 1329 inizia la spedizione militare contro Treviso. 18 luglio 1329 entra in Treviso 23 luglio 1329 muore a Treviso
La fortuna di Cangrande I è stata dovuta in primo luogo alla sua figura carismatica e militare, è potuta accadere grazie alla stabilità economica che si era venuta a creare negli anni prima e all’ impulso che lui stesso era riuscito a dare. Le alleanze politiche e militari, in primo luogo con i vari imperatori germanici, poi con Mantova e Milano, sono state decisive per poter portare battaglia al di fuori dei confini veronesi. L’economia durante tutta la signoria Scaligera fu rinvigorita e ampliata, creando uno dei maggiori centri commerciali dell’ Italia, tutto questo procurò enormi entrate nelle casse scaligere. Le finanze della signoria consentivano di arruolare mercenari e di addestrare e armare truppe. Infine il consenso stesso della popolazione e delle figure commerciali e politiche della città sventavano il rischio di complotti interni. Infatti appena la situazione cambiò con la sua morte e la successione di Alberto II, il quale non riuscì a mantenere il regime di stabilità di Cangrande, la marca scaligera inizio semplicemente a collassare su se stessa. FONTI:
Ricerca a cura di Gianmarco Ferrioli
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